HUARI: Capitolo 45

Dopo avere seguito fino oltre i prati le tracce di piedi nudi impressi sulla neve fresca arrivò al limite del bosco. Qui vi trovò il giovane.

« Va tutto bene ? », chiese subito Taghe. Il ragazzo non rispose, restando immobile assorto nei suoi pensieri, mentre seduto su un grande tronco si osservava i palmi delle mani. « Allec sta male ! », si limitò a dire aspettando la reazione del ragazzo. La coperta che si era avvolto sulle spalle non gli impedì di essere scosso da un brivido di freddo.

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HUARI: Capitolo 44

Tutto il gruppo era già seduto al tavolo, compreso Taghe.

Avevano passato quell’ultima ora sforzandosi di non alzare lo sguardo dal proprio pasto, per non andare a ricadere su Huari, che se ne stava in piedi in mezzo alla stanza. Temevano che se ne sarebbe potuto accorgere.

Il ragazzo, con il solo perizoma a coprirlo, se ne stava dritto in piedi con le braccia lungo i fianchi, ad occhi aperti, osservando il vuoto. Taghe si sforzava di non pensare a ciò che il giovane stesse facendo.

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HUARI: Capitolo 43

 

Il giorno passò ed una nuova notte riportò Huari nell’universo dentro di sé. Ma per la prima volta si trovò con lo sguardo disorientato anche dentro l’oscurità di questo suo mondo.

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HUARI: Capitolo 42

Fin dal risveglio Huari si sentì strano, avrebbe osato dire teso, ma quello era uno stato d’essere che non aveva mai provato : quindi non lo poteva definire. Tutte le conoscenze ed il sapere dentro di lui gli indicavano, però, che quella era la definizione più giusta.

Sapeva benissimo da cosa dipendeva quello stato d’animo : dalle parole arroganti che Taghe gli aveva detto la notte precedente. Quello era ciò che quell’uomo era riuscito a fare. Con una semplice frase, per un attimo, era riuscito a farlo vacillare, cedendo di un grado verso il livello umano.

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HUARI: Capitolo 41

Mentre era ancora avvolto dal sonno Taghe si sentì mancare l’appoggio alla testa, facendolo svegliare di soprassalto.

Il ragazzo era in piedi di fronte a lui, che lo osservava lasciando la presa dal cuscino che gli aveva sfilato. L’uomo aprì e chiuse gli occhi più volte per metterlo bene a fuoco.

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