HUARI: Capitolo 24

Prima che giungesse definitivamente la sera Orfijd fu spogliato, lavato, asciugato e adagiato nel letto più vicino al focolare. Nonostante la sua respirazione e la temperatura fossero regolari egli non dava alcun segno di vita.

Il gruppo si dette da fare per prepararsi a trascorrere la notte in quel villaggio, in cui non sapevano neanche a chi chiedere aiuto. Sapevano che da qualche parte, magari proprio in una delle case che si vedevano dalla veranda, vi era Taghe intento ad effettuare delle visite. La mattina seguente, anche se non avesse cessato di piovere si sarebbero dati da fare per rintracciarlo.

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HUARI: Capitolo 23

In confronto a quello che era appena successo al gruppo, i vestiti bagnati e l’aria fredda che li circondava non erano molto.

Gli sguardi turbati andavano dal confuso allo scioccato in una sola maschera di silenzio. Gli occhi di ognuno fuggivano dall’incrociarsi con quelli degli altri, rifugiandosi ad osservare il piccolo gruppo di case davanti a loro.

L’acqua cadeva in una cascata di torrente impetuoso.

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IL VIAGGIO: Capitolo 22

Per Orfijd gli ultimi minuti si erano rivelati interminabili e l’angoscia lo aveva colpito portandolo in uno stato di terrore.

L’unica cosa che riusciva a percepire era il battito del proprio cuore che infuriava dentro la testa, martellando le tempie. Il collo era completamente indolenzito. Sotto la pelle sembrava che invece del sangue vi fosse sabbia, che ad ogni battito rispondeva come una frustata causandogli un dolore indescrivibile e lancinante. La gola era secca e lasciava passare l’aria generando un suono simile ad una nota cupa di un flauto rotto. Gli occhi reagivano ai comandi, ma solo quelli.

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IL VIAGGIO: Capitolo 21

«…...il pavimento è lucido, il soffitto è lucido, le pareti sono lucide. Tutto quanto il corridoio di collegamento ha le stesse caratteristiche, che si mantengono anche per gran parte delle aree interne.

« Attraverso delle fessure che si trovano ai quattro angoli delle pareti, sul soffitto e sul pavimento, filtra la luce di lampade invisibili. Non vi sono finestre perché chi l’ha costruita ha ritenuto che nei canali di spostamento, tra un’area e l’altra, queste avrebbero potuto causare dello smarrimento: la vista del nulla all’esterno dell’Astronave può diventare molto pericolosa.

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IL VIAGGIO: Capitolo 20

« Sveglia Orfijd, è già l’alba ! ».

Il ragazzo si girò su se stesso per vedere chi lo stava chiamando : Nahlo. Ora stava proprio diventando un’abitudine fastidiosa, pensò, dopo avere realizzato di essersi nuovamente svegliato in ritardo. Nella stanza non vi era nessuno oltre alla ragazza, lei lo stava guardando apprensivamente facendogli capire subito quello che le stava passando per la testa.

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